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Stummelaffen ( German )

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Die Stummelaffen (Colobini) sind eine Gattungsgruppe aus der Primatenfamilie der Meerkatzenverwandten (Cercopithecidae). Sowohl mit dem deutschen Trivialnamen als auch der wissenschaftlichen Bezeichnung (Colobini beziehungsweise Colobus) wird auf die anatomische Besonderheit des zurückgebildeten, mithin „verstümmelt“ wirkenden Daumen abgestellt (von griechisch κολοβός für „verstümmelt“). Die Verwandtschaftsgruppe teilt sich in drei Gattungen mit 25 Arten.

Verbreitung

Die Heimat der Stummelaffen ist West-, Zentral- und Ostafrika, ihr Verbreitungsgebiet reicht von Senegal bis Kenia und südlich bis Angola und Sambia.

Beschreibung

Stummelaffen sind relativ große, schlank gebaute Tiere mit einem langen Schwanz und dünnen, langen Gliedmaßen. Ihre Köpfe sind eher klein und rund und sie haben keine Backentaschen. Der Daumen ist bei den Schwarz-weißen Stummelaffen (Colobus) und den Roten Stummelaffen (Piliocolobus) zu einem kleinen Höcker reduziert worden, beim Grünen Stummelaffen (Procolobus verus) fehlt auch dieses Relikt.[1] Der zurückgebildete Daumen der Stummelaffen wird häufig mit einer Anpassung an die baumbewohnende Lebensweise in Verbindung gebracht und findet sich in ähnlicher Weise auch bei den nicht näher verwandten Klammerschwanzaffen Südamerikas.[2] Die Fellfärbung variiert je nach Gattung. Weibchen der Roten und Grünen Stummelaffen bekommen in der Zeit ihrer Fruchtbarkeit eine deutliche Sexualschwellung (Regelschwellung) in der Gesäßregion. Nicht ausgewachsene Männchen der beiden Gattungen zeigen eine Pseudo-Sexualschwellung.[1]

Lebensweise

Der Lebensraum der Stummelaffen sind vorwiegend Wälder, meist Regen- und Mangrovenwälder, manchmal aber auch baumbestandene Grasländer. Es sind tagaktive Tiere, die sich meistens in den Bäumen aufhalten. Stummelaffen leben in Gruppen zusammen, wobei das Gruppenverhalten je nach Gattung unterschiedlich ist.

Nahrung

Stummelaffen ernähren sich in erster Linie von Blättern, daneben nehmen sie auch Früchte und Blüten zu sich. Sie besitzen einen vierkammerigen Magen, wobei die oberen beiden Kammern als „Gärkammern“ mit speziellen Bakterien der Aufspaltung der Zellulose dienen; erst danach kommt die vorverdaute Nahrung in die unteren Mägen, wo sie weiter zersetzt wird, bevor sie in den Darm weiterwandert. Dieses Verdauungssystem ist eine Anpassung an die nährstoffarme Blätternahrung und findet sich in ähnlicher Form auch bei den Wiederkäuern.

Fortpflanzung

Die Tragzeit beträgt rund fünf bis sechs Monate, danach kommt meist ein Jungtier zur Welt. Bei den Schwarz-weißen Stummelaffen kümmern sich die Weibchen gemeinsam um den Nachwuchs, bei den anderen Gattungen ist die Mutter allein für die Aufzucht der Jungen zuständig. Jungtiere werden nach drei bis vier Jahren (Weibchen) beziehungsweise vier bis sechs Jahren (Männchen) geschlechtsreif.

Bedrohung

Hauptbedrohung der Stummelaffen sind einerseits die Jagd auf ihr Fleisch und Fell, andererseits der Verlust ihres Lebensraums durch Rodung der Wälder. Erschwerend kommt hinzu, dass etliche Arten in krisengeschüttelten Ländern West- und Zentralafrikas leben, in denen der Tierschutz durch Kriege und humanitäre Tragödien völlig in den Hintergrund gedrängt wird. Fast alle Arten werden von der IUCN als gefährdet oder bedroht gelistet.

Die Gattungen

Vor allem hinsichtlich der Fellfärbung werden drei Gattungen mit 25 Arten unterschieden:

Literatur

Einzelnachweise

  1. a b Elizabeth L. Gadsby, Colin P. Groves, Aoife Healy, K. Praveen Karanth, Sanjay Molur, Tilo Nadler, Matthew C. Richardson, Erin P. Riley, Anthony B. Rylands, Lori K. Sheeran, Nelson Ting, Janette Wallis, Siân S. Waters & Danielle J. Whittaker: Family Cercopithecidae (Old World Monkeys). in Russell A. Mittermeier, Anthony B. Rylands und Don E. Wilson: Handbook of the Mammals of the World: - Volume 3. Primates. Lynx Editions, 2013 ISBN 978-8496553897. Seite 566.
  2. Stephen R. Frost, Christopher C. Gilbert, Kelsey D. Pugh, Emily H. Guthrie und Eric Delson: The Hand of Cercopithecoides williamsi (Mammalia, Primates): Earliest Evidence for Thumb Reduction among Colobine Monkeys. PLoS ONE 10 (5), 2015, S. e0125030, doi:10.1371/journal.pone.0125030.
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Stummelaffen: Brief Summary ( German )

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Die Stummelaffen (Colobini) sind eine Gattungsgruppe aus der Primatenfamilie der Meerkatzenverwandten (Cercopithecidae). Sowohl mit dem deutschen Trivialnamen als auch der wissenschaftlichen Bezeichnung (Colobini beziehungsweise Colobus) wird auf die anatomische Besonderheit des zurückgebildeten, mithin „verstümmelt“ wirkenden Daumen abgestellt (von griechisch κολοβός für „verstümmelt“). Die Verwandtschaftsgruppe teilt sich in drei Gattungen mit 25 Arten.

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Colobini ( Italian )

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I colobi (Colobini Jerdon, 1867) costituiscono una tribù di primati appartenenti alla famiglia dei Cercopitecidi (Cercopithecidae). Sia il nome comune italiano che quello scientifico (colobi e Colobus) si riferiscono ad una loro particolarità anatomica, il pollice regredito, cioè «mutilato» (dal greco κολοβός per «mutilato»). La tribù è suddivisa in tre generi con oltre 20 specie.

Descrizione

I colobi sono primati relativamente grandi e snelli dotati di lunga coda e arti lunghi e sottili. Hanno teste piuttosto piccole e rotonde e sono privi di guance. Il pollice è regredito ad un piccolo moncone nei colobi bianchi e neri (Colobus) e nel colobo verde (Procolobus verus), mentre nei colobi rossi (Piliocolobus) anche questo è del tutto assente[1]. Il pollice residuo dei colobi viene spesso associato ad uno stile di vita arboricolo: una struttura simile è presente anche nelle scimmie ragno dell'America meridionale, un gruppo di primati non imparentato con i colobi[2]. Il colore della pelliccia varia a seconda della specie. Le femmine dei colobi rossi e verdi presentano un significativo gonfiore della regione genitale (gonfiore mestruale) durante il periodo fertile. I maschi subadulti di entrambi i generi presentano una caratteristica simile, denominata gonfiore pseudo-sessuale[1].

Distribuzione e habitat

La patria dei colobi è l'Africa occidentale, centrale e orientale: il loro areale si estende dal Senegal al Kenya e, verso sud, si spinge fino all'Angola e allo Zambia.

Biologia

Queste scimmie abitano prevalentemente nelle foreste, per lo più pluviali e di mangrovie, ma a volte si incontrano anche nelle praterie alberate. Sono animali diurni che trascorrono gran parte della loro vita sugli alberi. I colobi vivono in gruppi caratterizzati da comportamenti sociali diversi a seconda della specie.

Alimentazione

I colobi si nutrono principalmente di foglie, ma mangiano anche frutta e fiori. Hanno uno stomaco a quattro camere, le cui due superiori fungono da «camere di fermentazione»: in esse si trovano dei batteri speciali in grado di scindere la cellulosa; solo allora il cibo predigerito entra nello stomaco inferiore, dove viene ulteriormente scomposto prima di passare nell'intestino. Questo sistema digestivo costituisce un adattamento ad una dieta di foglie povera di nutrienti e si trova in una forma simile anche nei ruminanti.

Riproduzione

Il periodo di gestazione è di circa cinque o sei mesi, trascorsi i quali nasce solitamente un unico piccolo. Nei colobi bianchi e neri le femmine del gruppo si prendono cura tutte insieme della prole, mentre presso gli altri generi la madre è l'unica responsabile dell'allevamento dei piccoli. I giovani raggiungono la maturità sessuale dopo tre o quattro anni (femmine) o quattro o sei anni (maschi).

Conservazione

La principale minaccia per i colobi è, da un lato, la caccia cui sono fatti oggetto per la carne e la pelliccia e, dall'altro, la perdita dell'habitat a causa della distruzione delle foreste. A peggiorare le cose, molte specie vivono in paesi dell'Africa occidentale e centrale dove il benessere degli animali viene messo in secondo piano da guerre e tragedie umanitarie. Quasi tutte le specie vengono elencate come vulnerabili, in pericolo o in pericolo critico dalla IUCN.

Tassonomia

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Il colobo rosso di Zanzibar, una delle 17 specie di colobi rossi.

Si distinguono tre generi per un totale di 23 specie, che differiscono tra loro soprattutto per quanto riguarda il colore della pelliccia:

Note

  1. ^ a b Elizabeth L. Gadsby, Colin P. Groves, Aoife Healy, K. Praveen Karanth, Sanjay Molur, Tilo Nadler, Matthew C. Richardson, Erin P. Riley, Anthony B. Rylands, Lori K. Sheeran, Nelson Ting, Janette Wallis, Siân S. Waters e Danielle J. Whittaker, Family Cercopithecidae (Old World Monkeys), in Russell A. Mittermeier, Anthony B. Rylands e Don E. Wilson (a cura di), Handbook of the Mammals of the World: - Volume 3. Primates, Lynx Editions, 2013, p. 566, ISBN 978-8496553897.
  2. ^ Stephen R. Frost, Christopher C. Gilbert, Kelsey D. Pugh, Emily H. Guthrie e Eric Delson, The Hand of Cercopithecoides williamsi (Mammalia, Primates): Earliest Evidence for Thumb Reduction among Colobine Monkeys, in PLoS ONE, vol. 10, n. 5, 2015, p. e0125030, DOI:10.1371/journal.pone.0125030.

Bibliografia

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Colobini: Brief Summary ( Italian )

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I colobi (Colobini Jerdon, 1867) costituiscono una tribù di primati appartenenti alla famiglia dei Cercopitecidi (Cercopithecidae). Sia il nome comune italiano che quello scientifico (colobi e Colobus) si riferiscono ad una loro particolarità anatomica, il pollice regredito, cioè «mutilato» (dal greco κολοβός per «mutilato»). La tribù è suddivisa in tre generi con oltre 20 specie.

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